Regolamento Cisternino

 

REGOLAMENTO PER L‘USO DI PRODOTTI FITOSANITARI NEL COMUNE DI CISTERNINO

Premesso che:
La Giunta Comunale con delibera n.1183 del 19.05.2010 ha approvato le linee guida in materia di utilizzo sostenibile di fitosanitari con il fine di promuovere anche alla luce della direttiva 2009/128/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 un utilizzo sostenibile dei pesticidi tenendo conto del principio di precauzione e considerato nello specifico che la strategia per l’uso sostenibile dei pesticidi deve prefiggersi quali obbiettivi:

la promozione di metodi di coltivazione che consentano un impiego minore, se non nullo, di pesticidi e, quando possibile, la sostituzione di quelli in uso con altre sostanze meno impattanti con l’ambiente e con la salute delle persone.
l’adozione di misure atte a ridurre la dispersione dei prodotti utilizzati grazie alla messa in atto di accorgimenti tecnici, alla predisposizione di barriere e alla definizione di zone di rispetto.
Considerato che:

1) Il raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 1 si inserisce nel quadro delle misure previste dal d. lgs 150 del 2012 attuativo della direttiva CE 2009/128 che istituisce un “quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi”.
2) L’uso dei fitofarmaci per l’esercizio dell’agricoltura convenzionale è necessariamente soggetta a limiti di convivenza con i metodi di produzione “biologica” (Reg. CE N. 834/2007 relativo alla “Produzione biologica e etichettatura dei prodotti biologici”).
3) L’uso dei fitofarmaci per uso agricolo e non agricolo è sottoposto alle prescrizioni in materia di tutela della acque dall’inquinamento (d. lgs. 152 del 2006).
4) L’uso dei fitofarmaci è sottoposto a limiti in ragione della conservazione e della valorizzazione del patrimonio apistico e dei prodotti derivanti dall’esercizio della apicoltura.
5) L’uso dei fitofarmaci è sottoposto a limiti in ragione della conservazione e della protezione della saldezza dei suoli
6) L’uso dei fitofarmaci può recare danno alla biodiversità e al patrimonio paesaggistico tutelati dalla legislazione nazionale e dell’Unione europea (art. 9 e 32 Cost., Codice dell’ambiente (d. lgs. 152 del 2006), regg. 1305, 1306, 1307 del 2013 (nuova Pac 2014-2020) che sottopone l’accesso al sistema degli aiuti al rispetto delle misure di “condizionalità ambientale”;
7) L’art 38 delle Norme di attuazione del Piano Urbanistico Provinciale che disciplina l’utilizzo delle aree agricole di pregio e prevede espressamente che “Le aree agricole di pregio sono caratterizzate, di norma dalla presenza di produzioni tipiche nonché da un particolare rilievo paesaggistico, la cui tutela territoriale assume un ruolo strategico sia sotto il profilo economico- produttivo che paesaggistico ambientale, tenuto conto della normativa comunitaria relativa alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari”.
8) L’uso dei fitofarmaci può recare danno alla salute umana tutelata dall’art. 32 Cost. come diritto fondamentale sia in seguito alla assunzione di alimenti che presentano livelli di residui, sia in seguito al contatto diretto con i pesticidi (per inalazione o per assunzione ad esempio tramite acque contaminate).
9) Gli effetti sulla salute dell’uomo e dell’ambiente possono essere diversi e molto gravi, soprattutto se l’impatto è calcolato sulle esposizioni di medio e lungo periodo anche in dosi minimali sugli organismi in formazione come i bambini (azione prodotta dai perturbatori endocrini, danni neuropsichici, effetti oncogeni e teratogeni e altro ancora, attestati da ampia letteratura scientifica).
10) Il Morbo di Parkinson è ormai pacificamente riconosciuta dalla giurisprudenza internazionale malattia professionale da esposizione a pesticidi (Francia 2012; Rapporto 12 giugno 2013 dell’Istituto Nazionale di Sanità e Ricerca Medica francese (INSERM) che ha confermato l’associazione tra esposizione professionale a pesticidi e linfoma non-Hodgkin, cancro alla prostata, mieloma multiplo, nonché di gravi rischi per la salute infantile quali ipospadia, leucemia, disturbi motori, deficit cognitivi e problemi comportamentali);

11) I prodotti a base di Glyphosate sono i più diffusi e hanno effetti tossici su tutti gli organismi.

12) La gran parte del territorio ad uso agricolo del comune di Cisternino è in area agricola di pregio ed è attualmente coltivata a vigneti, oliveti, foraggio o orto frutticole in per autoconsumo e piccole produzioni commerciali;

13) Il paesaggio naturale del territorio di Cisternino presenta caratteristiche di pregio e fondamentali per l’identità, la specificità e la riconoscibilità del territorio stesso legate anche alla presenza delle varietà vegetali autoctone;

14) Che l’uso dei fitofarmaci nel territorio comunale urbano e rurale è diventata una consuetudine e sostituisce ormai il ricorso alle cosiddette buone pratiche agricole raccomandate invece dalla legislazione nazionale e dell’Unione.

15) Nel territorio rurale del comune la raccolta delle acque ad uso umano è affidata a sistemi di raccolta diffusa (cisterne e pozzi privati) che si trovano a stretto contatto con le zone irrorate dai disinfestanti agricoli.

16) Nel territorio rurale deve essere assicurata una adeguata convivenza tra le esigenze dei residenti e quelle di coloro che esercitano l’agricoltura in modo tale che risulti sempre e in ogni caso assicurato il pieno rispetto dell’interesse fondamentale alla salute.

17) Nel territorio urbano l’uso dei fitofarmaci non è in alcun modo giustificato.

Dispone:

Art. 1
Oggetto del Regolamento
Il presente Regolamento disciplina l’utilizzo dei prodotti fitosanitari in tutto il territorio comunale in applicazione dei principi di sostenibilità, precauzione e tutela della salute pubblica.
Art. 2
Ambito di applicazione del Regolamento
Le presenti norme si applicano a tutto il territorio comunale di Cisternino.

Art. 3
Utilizzo dei prodotti fitosanitari
Fermo restando il rispetto della normativa comunitaria, nazionale e provinciale vigente in materia di utilizzo dei prodotti fitosanitari, è fatto obbligo a chiunque impieghi, per scopi produttivi agricoli e non, i prodotti fitosanitari in prossimità di luoghi abitati, di porre ogni precauzione per assicurare la pubblica incolumità e per il rispetto della proprietà pubblica e privata, evitando danni a persone, animali o cose.

Art. 4
Preparazione delle miscele per i trattamenti fitosanitari
1)     Le miscele dei prodotti fitosanitari devono essere preparate unicamente presso l’azienda agricola o in luoghi preventivamente concordati e/o autorizzati dal Comune, all’aperto o in locali ben ventilati;

2)     Nella preparazione delle miscele per i trattamenti fitosanitari è fatto divieto di utilizzare l’acqua delle fontane pubbliche e devono essere attuate tutte le cautele per evitare la contaminazione di qualsiasi corpo idrico;

3)     Il livello di riempimento dell’attrezzatura utilizzata deve essere tale che la miscela, specie durante le salite e nei sobbalzi, non tracimi; il bocchettone di carico deve essere munito di apposito coperchio di tenuta;

4)     Si raccomanda di calcolare preventivamente la quantità di miscela da somministrare in funzione dell’estensione della coltura, del tipo di impianto e dello stadio vegetativo in modo da evitare miscela residua. Nel caso in cui si producesse miscela residua si consiglia di ridistribuirla in campagna ; è comunque vietata ogni altra forma di smaltimento;

5)     I dispositivi “caricabotte” debbono essere utilizzati esclusivamente per il riempimento dell’atomizzatore con acqua. E’ vietata la pulizia degli attrezzi e delle macchine con tali dispositivi.

Art.5
Prescrizioni per i trattamenti fitosanitari
1) È vietato l’impiego di prodotti fitosanitari  e biocidi classificati come Molto Tossici (T+), Tossici (T),  Nocivi (T,T+,Xn ed equivalenti classificazioni del regolamento CLP), sostituendoli con altri senza ( o minori ) effetti nocivi sulla salute umana, degli animali e con ridotto impatto sull’ambiente;

2) E’ vietato l’uso di qualsiasi prodotto fitosanitario e biocida, nelle aree non agricole del territorio comunale (parchi, cigli stradali e ferroviari, fossi, viali, verde pubblico e privato, orti pubblici, stadi, centri sportivi, corpi idrici superficiali, aree ricreative, cimiteri e loro aree di servizio, case di riposo cortili e aree verdi all’interno e confinanti con plessi scolastici, parchi-gioco per bambini, superfici in prossimità di strutture sanitarie, piste ciclabili, zone di interesse storico-artistico e paesaggistico e loro pertinenze, aree monumentali e loro pertinenze, aree archeologiche e loro pertinenze) dove e’ permesso di utilizzare esclusivamente misure di controllo biologico, come prescritto dall’art.12 della Direttiva 2009/128/CE.

3) Al fine di contenere i rischi connessi agli effetti negativi legati alla deriva dei prodotti fitosanitari, è fatto obbligo a chiunque di effettuare i trattamenti fitosanitari, a mezzo atomizzatore, in modo tale da evitare che le miscele raggiungano edifici pubblici e privati, orti, giardini, parchi, aree ricreative, centri sportivi e relative pertinenze, cimiteri, qualsiasi area diversa dalla zona oggetto del trattamento fitosanitario e comunque rimanendo a una distanza di rispetto pari a:

50 metri dal confine di aree coltivate a scopo produttivo e/o per l’autoconsumo -in cui non si effettuano trattamenti fitosanitari con sostanze di sintesi – quali: foraggio, ortaggi, cereali, erbe medicinali ed aromatiche, piccoli frutti e qualsiasi vegetale per l’alimentazione umana ed animale.
50 metri dal confine di aree destinate al ricovero di animali
200 metri dai luoghi di raccolta delle acque destinate ad uso umano, compresi i tetti, i coni dei trulli e i pavimenti delle cisterne usati per la raccolta delle acque piovane destinate ad uso umano (art. 94, comma 6 d. lgs. N. 152 del 2006).

4)   Fermo restando il rispetto delle distanze previste al comma 3, la distribuzione dei prodotti fitosanitari, con qualsiasi mezzo, in prossimità di edifici quali scuole, scuole per l’infanzia, asili nido, centri diurni è consentita esclusivamente nell’orario di chiusura delle medesime strutture e comunque al termine delle attività ordinarie che vi si svolgono ed in ogni caso prima delle ore 7,30 del mattino e dopo le ore 18,00 pomeridiane.

5)    Fermo restando il rispetto delle distanze previste al comma 3, in prossimità di ospedali, case di riposo, residenze protette ed altri edifici pubblici e privati presso i quali le persone dimorano permanentemente, e’ fatto comunque obbligo all’operatore che effettua il trattamento:

di porre la massima attenzione affinché al momento del trattamento non vi siano nelle vicinanze persone od animali e, nel caso, di interrompere il trattamento stesso;
di dotare l’atomizzatore dei più moderni dispositivi atti alla riduzione dell’effetto deriva;
di orientare correttamente i getti in funzione delle dimensioni del bersaglio, adeguare la portata dell’aria allo sviluppo vegetativo e regolare opportunamente il flusso d’aria affinché investa oltre alle gocce erogate solo la vegetazione;
di adottare tutte le misure precauzionali per evitare la perdita di miscele e schiume lungo le strade;
di spegnere gli atomizzatori con motore autonomo durante la circolazione su strade;

6) E’ vietato effettuare trattamenti con prodotti fitosanitari in presenza di forte vento o in condizioni di temperature elevate.

7) E’ vietata l’irrorazione aerea che può essere autorizzata, in deroga, per contrastare un’emergenza fitotosanitaria, solo nei casi in cui non siano praticabili modalità di applicazione alternative dei prodotti fitotosanitari oppure quando l’irrorazione aerea presenti evi- denti vantaggi in termini di riduzione dell’impatto sulla salute umana e sull’ambiente (art. 13 del decreto legislativo n. 150/2012).

Art. 6
L’obbligo di segnalazione del trattamento
Prima dei trattamenti e’ fatto obbligo di avvertire, con almeno un giorno di anticipo, i residenti delle aree limitrofe a quelle agricole, prevedendo l’esposizione di opportuna segnaletica all’ingresso dell’area trattata e sul mezzo utilizzato per irrorare, sia durante il trattamento, che per il tempo di rientro. Il cartello deve contenere indicazioni dei prodotti usati e un simbolo di pericolo comprensibile a chiunque in modo immediato con riferimento ai contenuti e alle prescrizioni del Regolamento (CLP).

Art. 7
Manutenzione delle attrezzature
1) Allo scopo di migliorare l’efficienza delle macchine irroratrici, la qualità della distribuzione e conseguentemente ridurre gli effetti negativi sull’ambiente si raccomanda di effettuare periodicamente il controllo e la taratura delle macchine per la distribuzione dei fitofarmaci.

2) E’ vietato lavare le attrezzature per la distribuzione delle miscele nei centri abitati, in prossimità di corsi d’acqua, di pozzi, di fontane, di fossi e nelle aree di rispetto delle opere di presa degli acquedotti.

3) Sono esonerate dai controlli funzionali periodici obbligatori le seguenti attrezzature: irroratrici portatili e spalleggiate, azionate dall’operatore, con serbatoio in pressione o dotate di pompante a leva manuale.

Art. 8
Smaltimento delle miscele e dei relativi contenitori
Le miscele residue e i contenitori vuoti (scatole, barattoli, bidoni, sacchetti, ecc.) venuti a contatto con i prodotti fitosanitari non devono essere eliminati assieme ai rifiuti urbani o abbandonati sul territorio ma devono essere smaltiti nel rispetto delle disposizioni vigenti per i rifiuti speciali. (w.albogestoririfiuti.it/…/014-DLGS152_03.04.2006_EstrattoParteIV Fitosanitari smaltiti secondo le prescrizioni di cui alla parte IV del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni ed integrazioni)

Art 9
Sanzioni per mancato rispetto delle norme per l’utilizzo di fitosanitari
E’ fatto obbligo a chiunque di rispettare la presente ordinanza e ai trasgressori sarà applicata una sanzione amministrativa da 60 a 200 euro, rimanendo impregiudicate le altre azioni per i casi in cui la condotta sia qualificabile come illecito civile o penale.
.

Art. 10
Entrata in vigore del regolamento
Il presente Regolamento entrerà in vigore il giorno dopo l’adozione.